Labbra, tra naturalezza e armonia: l’evoluzione della bellezza in medicina estetica

Negli ultimi anni la medicina estetica ha ridefinito il concetto di bellezza delle labbra, privilegiando naturalezza, armonia e proporzioni rispetto a volumi eccessivi. Le labbra, elemento centrale del volto e simbolo di giovinezza ed espressività, vengono oggi trattate in modo personalizzato, valutandole nel contesto del profilo, del naso e del mento, secondo i principi della sezione aurea. Filler, terapie rigenerative, laser e microneedling permettono interventi mirati, sempre guidati dall’esperienza del medico. L’obiettivo non è trasformare, ma valorizzare il volto, rispettandone identità ed equilibrio, sia nella donna che nell’uomo.
Labbra naturali e armonia del volto viso

L’evoluzione del concetto di bellezza delle labbra

Negli ultimi anni il concetto di bellezza raggiungibile attraverso la medicina estetica è profondamente cambiato. Non si punta più a un risultato sfacciatamente visibile e artificiale, ma a una bellezza naturale, capace di valorizzare il volto nel suo insieme.

Questo cambiamento riguarda in modo particolare le labbra, che fin dagli albori della medicina estetica sono sempre state un distretto da modificare. Già con i primi filler a base di collagene, prima degli anni Novanta, si trattavano i solchi naso-labiali, le rughe centrali della fronte e le labbra. Le labbra sono quindi da sempre un punto focale del viso.

Ma perché? Dopo gli occhi, le labbra sono la parte più osservata del volto. Sono simbolo di sensualità e giovinezza e, guardando al passato, le grandi dive degli anni Sessanta — come Brigitte Bardot, Sophia Loren e Marilyn Monroe — avevano labbra naturalmente armoniose, ben disegnate e voluminose.

Le labbra attirano lo sguardo e sono il mezzo attraverso cui si trasmettono empatia, sensualità, tristezza, durezza e giovinezza, poiché riflettono nel tempo i segni dell’invecchiamento cutaneo.
Oggi il concetto di labbra è cambiato: non si cercano più labbra marcatamente voluminose, ma labbra naturali e in armonia con il viso.

Il mio concetto personale di trattamento delle labbra è quello di migliorare, attraverso piccole modifiche, la bellezza complessiva di un volto: non renderlo aggressivo, ma più dolce, e rendere più piacevole il modo in cui ci si guarda allo specchio.

Dalle richieste ispirate ai social a un approccio personalizzato

Le pazienti non si presentano più con fotografie di Instagram mostrando labbra da imitare, ma chiedono al medico di intervenire sulle proprie labbra per migliorarle, valorizzarle nel contesto del viso o ridurre i segni dell’invecchiamento cutaneo, come il cosiddetto codice a barre o un labbro svuotato e spento.

Spesso sono io stessa a proporre un ritocco finale alle labbra all’interno di un percorso di ringiovanimento globale, soprattutto in pazienti non più giovani.

Raramente riceviamo richieste di labbra molto voluminose. Questo tipo di richiesta proviene prevalentemente da pazienti molto giovani, che pensano di apparire più sensuali nei confronti del sesso maschile, talvolta mascherando insicurezze personali o cercando di imitare modelli visti sui social.
Solo in questi casi posso concedermi di assecondare il desiderio, sempre nel rispetto dell’armonia del volto, perché un viso naturalmente giovane può sostenere in modo equilibrato un labbro più turgido e voluminoso.

Proporzioni, armonia e sezione aurea

In realtà non esistono vere e proprie tendenze, e lo dimostrano le numerose masterclass monotematiche dedicate al trattamento delle labbra, con approfondimenti su anatomia, tecnica e proporzioni.

Il compito del medico estetico, quando si appresta a trattare le labbra, è quello di rispettare un equilibrio visivo percepito come naturale, armonico e valorizzante. Esistono criteri estetici da seguire secondo la cosiddetta sezione aurea, che definisce rapporti proporzionali fondamentali.

Il labbro inferiore è naturalmente più pieno del superiore, con un rapporto ideale di 1 : 1,6. Non conta solo il volume, ma anche la proiezione nel profilo. Il labbro superiore deve avere una leggera proiezione, mentre quello inferiore deve sostenerlo senza cadere in avanti.

Le labbra vanno sempre valutate in relazione a naso e mento, quindi nel contesto del profilo. Un mento arretrato associato a labbra troppo evidenti crea disarmonia e un profilo innaturale “a becco”. Un naso prominente, invece, non deve essere accompagnato da labbra eccessivamente evidenti, perché rende dominante la parte centrale del viso con risultati antiestetici.

Quando si interviene sulle labbra è fondamentale valutare tutto ciò che le circonda, perché spesso non è il labbro in sé a dover essere modificato, ma l’equilibrio del terzo inferiore del volto.

L’arco di Cupido non deve apparire rigido o artificiale, ma morbido e delicato, come punto di passaggio naturale tra labbra e prolabio. Le labbra devono conservare la loro dinamica ed espressività, senza apparire rigide.

Anche seguendo protocolli corretti, alcuni visi possono non essere adatti a determinati interventi: l’arte del medico sta proprio nell’interpretare un volto, capacità che si acquisisce solo con l’esperienza.

Proporzione aurea profilo volto femminile

Strumenti e trattamenti per il distretto labiale

La medicina estetica offre oggi numerosi strumenti per migliorare il distretto delle labbra: filler, terapie rigenerative, laser e microneedling. Sta al medico individuare il trattamento più indicato per ogni singolo paziente.

Per quanto riguarda i filler, l’acido ialuronico resta il protagonista, con formulazioni specifiche per definire, volumizzare o aumentare la turgidità delle labbra.
La terapia rigenerativa utilizza ancora acido ialuronico o prodotti di vecchia ma rinnovata generazione, come l’acido polilattico.
Laser e microneedling sono strumenti utili per stimolare il collagene e ridurre l’antiestetico codice a barre.

In questo ambito contano sia i mezzi a disposizione sia l’esperienza del medico nel garantire il miglior risultato possibile.

Quando è necessario tornare indietro: la ialuronidasi

Oggi è sempre più raro vedere sui social influencer con labbra eccessivamente voluminose e sproporzionate considerate modelli da imitare. Fanno eccezione alcune figure ormai iconiche, che hanno reso le labbra una loro cifra distintiva.

Frequenti ritocchi nel corso degli anni, anche se effettuati in piccole quantità e con acido ialuronico — che non è permanente come il vecchio silicone — possono portare nel tempo a un aumento volumetrico e a una rigidità permanente poco gradevole dal punto di vista estetico.

Sempre più spesso si ricorre all’uso della ialuronidasi, un enzima che permette di sciogliere l’acido ialuronico per ricreare un labbro più naturale. Anche questa procedura richiede competenza, tempo e pazienza da parte del paziente, per poi poter intervenire nuovamente e ricostruire il labbro in modo armonico.

E le labbra maschili?

I trattamenti più frequenti negli uomini restano la tossina botulinica e i filler per mascolinizzare il volto, con interventi su zigomi, mento e profilo mandibolare. Nella mia esperienza, raramente intervengo sulle labbra maschili, anche se in alcuni casi sarebbe opportuno.

Spesso si osservano uomini con labbra molto sottili, che non trasmettono empatia e accoglienza. Nell’uomo le labbra hanno un ruolo meno centrale rispetto alla donna, perché contano di più le parole che escono da quelle labbra che il loro aspetto. Tuttavia, labbra molto fini possono esprimere autocontrollo, scarsa emotività e dominanza, partecipando meno alla mimica facciale.

Anche per le labbra maschili la medicina estetica può intervenire migliorando idratazione e definizione, senza volumizzare, nel pieno rispetto dell’armonia e dei caratteri del volto maschile.

Un nuovo prodotto per la medicina rigenerativa

Oltre all’aspetto scientifico, i congressi rappresentano anche un’occasione per la presentazione di nuovi presidi medici in campo estetico. Tra le novità di quest’anno mi ha particolarmente incuriosito un prodotto ibrido per la terapia rigenerativa, nato dalla combinazione di acido ialuronico e acido polilattico.

L’acido ialuronico non ha bisogno di presentazioni. L’acido polilattico, invece, è approdato nella medicina estetica più di vent’anni fa e, dopo un periodo di minore utilizzo, sta oggi conoscendo una nuova stagione di impiego come biostimolatore del collagene. Agisce migliorando la skin quality e favorendo un riposizionamento armonioso dei volumi del viso.

Personalmente, non amo utilizzare l’acido polilattico per i trattamenti del viso, mentre lo trovo molto efficace nella correzione della lassità cutanea del corpo — in particolare su braccia, addome e interno cosce — e sempre più richiesto per l’aumento e il sollevamento dei glutei.

L’introduzione di questo nuovo prodotto ibrido nel campo della medicina rigenerativa mi incuriosisce molto, e credo che presto lo sperimenterò su pazienti con caratteristiche specifiche: volti leggermente svuotati ma segnati da rughe profonde e diffuse, tipiche dell’elastosi solare. In questi casi è fondamentale stimolare la produzione di collagene, la proteina strutturale essenziale per la compattezza e la vitalità della pelle.

Tra passato e futuro della Medicina Estetica

Partecipare al Congresso Agorà, e ad altri eventi simili, mi regala sempre emozioni contrastanti. Da un lato, l’entusiasmo per l’innovazione; dall’altro, un lieve senso di nostalgia per i primi anni di questa disciplina. Più di trent’anni fa i congressi si svolgevano in hotel, in sale raccolte, tra pochi medici pionieri della medicina estetica: eravamo tutti giovani e animati da una curiosità genuina.

Oggi i convegni si tengono in grandi spazi fieristici come il MiCo di Milano o la Nuvola di Roma, con migliaia di partecipanti, tra cui una nuova generazione di medici molto social: dottoresse che sembrano uscite dalle pagine di Instagram o colleghi che paiono modelli di Dolce & Gabbana.

Io non sono più la giovane dottoressa carina di allora — anzi, sono decisamente agé — e un po’ soffro il confronto con i tempi passati. Ma non mollo: non mi sento da meno, perché posso contare su anni di esperienza e sulla fortuna di aver avuto un mentore straordinario, il Prof. Carlo Alberto Bartoletti, il fondatore della Medicina Estetica in Italia. È lui che mi ha insegnato questo mestiere che amo profondamente, e che mi ha regalato una carriera ricca di soddisfazioni.

La cosa più bella è ritrovarsi, in occasioni come queste, con i colleghi di allora: ci lega una stima reciproca e un affetto autentico, maturato nel tempo e rafforzato dall’esperienza condivisa. Spero che arrivi il più tardi possibile il momento in cui mi dirò: “Franca, resta a casa…”